Tpl: Piso (NCD), terminata epoca delle ‘risorse infinite’, ora lavorare con ‘risorse compatibili’

(AGENPARL) – Roma, 15 set 2014 – Leggere quello che in questi ultimi tempi affermano alcuni addetti ai lavori del comparto del TPL in merito alla necessità di favorire le aggregazioni, di mettere sotto i riflettori la specificità del trasporto nelle aree metropolitane, l’asimmetricità del rapporto ferro gomma del nostro paese e del rapporto  TPL / FS, da una parte consolida la coscienza di avere spesso detto cose sensate e per altri versi,aiuta a ricollocare nella giusta dimensione il deprecabile fenomeno delle assunzioni clientelari.

Sorprende però il ritardo con cui queste affermazioni giungono e, contestualmente, l’incapacità e l’incompetenza dimostrata da chi ha avuto la possibilità di incidere su questi temi.Perché,intraprendendo una strada diversa,percorrendola per tempo, si sarebbe potuto migliorare sensibilmente lo stato di un comparto che oggi versa in stato comatoso.

Uno degli argomenti che a livello nazionale, sia in Commissione Trasporti, sia nell’ambito del Decreto ora allo studio del Ministro Lupi, stiamo affrontando è il tema della perequazione nella ripartizione dei Fondi.Tema da affrontare, non solo su base storica, ma che non potrà essere declinato sulla base di tatticismi ed equilibri locali.

Le Aziende di TPL e le Municipalità dovranno,primariamente,essere in grado di fornire risposte reali in termini di efficienza e competitività. Quindi costi standard, ma anche incremento ricavi, migliore organizzazione del lavoro e maggiore produttività, ottimizzazione dei fattori di carico dei passeggeri e reale capacità di intercettare la domanda. Insomma una revisione della politica del trasporto locale perché l’epoca delle “risorse infinite” è terminata da tempo ed ora dobbiamo saper lavorare con le “risorse compatibili”. Alcune aziende di TPL in Italia, non poche, hanno dimostrato che si può fare.

Chiedere ora al Governo più risorse ed una diversa ripartizione del Fondo di Gestione del TPL, peraltro mi chiedo a scapito di quale altra Amministrazione, nell’ambito del decreto di prossima uscita solleva non pochi interrogativi. Infatti,al netto delle responsabilità, ciò che più lascia sgomenti è come la politica locale abbia dimostrato una incapacità di lettura strategica paurosa, dimostrando un vuoto progettuale e di idee pari solo all’ignoranza ed , in taluni casi,alla mala fede con cui si è solo pensato ai meri aspetti gestionali, intonando il solito refrain delle risorse .

Refrain, in particolare dal 2007/2008,più che giustificato ma che avrebbe avuto maggiore credibilità se affiancato da reali proposte ed azioni di reale discontinuità, anche di disegno industriale come quelle che ora vengono rappresentate. In questo,in specie le Regioni, in virtù del D.lgs. n. 422/1997 ,avrebbero dovuto svolgere una funzione di indirizzo e progettualità,purtroppo,troppo spesso naufragate nel mare degli sprechi che, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, sembra essere la competenza primaria della politica a livello regionale .

Lo dichiara l’on.Vincenzo Piso, deputato NCD.

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