Tpl: Piso (NCD), filobus, deposito di Montesacro con più alta percentuale guasti e fermi macchina

Tpl: Piso (NCD), filobus, deposito di Montesacro con più alta percentuale di guasti e fermi macchina (AGENPARL) – Roma, 10 lug 2014 – “La linea di filobus che vediamo oggi , più o meno transitare da MONTESACRO alla Stazione Termini doveva fare parte di un progetto molto più grande coinvolgente tutta una serie di linee che dovevano ritornare al filobus. Diciamo ritornare perché Roma, in passato, aveva una delle più estese reti al mondo di questa modalità di trasporto. Il progetto, finanziato con fondi europei, prevedeva inizialmente l’elettrificazione di un altra linea (80) che, per impedimenti evidenziatisi dopo la brillante fase progettuale, fu scartata in favore dell attuale (90) precedentemente valutata come inidonea per problemi altimetrici. Per realizzare questa grande idea fu ristrutturato integralmente il deposito di MONTESACRO, furono comprati i mezzi oggi in esercizio, fu palificata la linea e furono realizzate solo parte delle sottostazioni previste per alimentarla. L’investimento complessivo fu di circa 70 milioni di euro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e ciò di cui ci rammarichiamo è che, come al solito, quando noi denunciammo le inadeguatezze e le falle del progetto e, se vogliamo, l’inutilità dello stesso nessuno sembrò preoccuparsi più di tanto. E così fu messa in esercizio una linea con mezzi elettrici, senza una adeguata alimentazione a causa di sottostazioni non ultimate, realizzata con filobus che si sapevano avere batterie adeguate solo per piccoli spostamenti e che in estate costringono i filovieri a chiudere l aria condizionata in quelle tratte in cui il mezzo si alimenta con le batterie. Senza contare la ridicola scena, oggi molto più rara, dei filovieri costretti a riagganciare manualmente il filobus alla linea elettrica aerea. A tutto questo vanno aggiunti i problemi di una manutenzione sempre problematica e che colloca MONTESACRO fra i depositi con la più alta percentuale di guasti e fermi macchina, costringendo l’azienda spesso a sostituire i filobus con macchine a gasolio. Insomma un progetto lungimirante e di successo. Uno dei tanti brillanti lasciti delle amministrazioni dei mitici anni che vanno dalla metà degli anni 90 al 2008 e che oggi, con complice ritardi, qualcuno scopre fallimentari”. A dichiararlo è Vincenzo Piso, deputato del Nuovo Centrodestra e membro dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo.

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