Roma, Piso-Angelilli (Ncd): su Marino Pd e’ inaccettabile

Capiamo imbarazzo partito ma non si può far finta di non capire

(askanews) – Roma, 12 nov 2014 – “A nostra memoria non ricordiamo un solo episodio in cui una parte politica formula delle accuse precise e circostanziate e la controparte non risponde, anzi, si riunisce per dire che se 5 giorni fa si fosse ammesso qualcosa sarebbe stato meglio. Ora, pur capendo l’imbarazzo del Pd, partito perno della maggioranza capitolina, questo atteggiamento, tra il far finta di non comprendere e lo scherno compassionevole nei confronti del Sindaco di Roma, con il quale si vuole far intendere che purtroppo un familiare non particolarmente brillante puo’ capitare a tutti, non puo’ essere accettato”. Cosi, in una nota congiunta, Roberta Angelilli e Vincenzo Piso del Ndc. “Diciamo questo, non per particolare ostilita’ nei confronti di Marino, ma perché tutta la vicenda della Panda parcheggiata in Senato, passando per le multe non pagate e relativi accessi alla Ztl ed il complotto denunciato a Carabinieri e Procura, come detto dall’inizio, evidenziano totale imperizia, cialtroneria, spregio per le istituzioni. E’, infatti, oramai oltremodo chiaro che il primo cittadino di Roma, a fronte di una serie di comportamenti, a dir poco superficiali, ha costantemente rilanciato nel peggiore dei modi, arrivando, addirittura, a paventare il complotto, con tanto di motivazioni criminali, coinvolgendo forze dell’ordine e magistratura in una escalation di scusanti e accuse che oggi appaiono, a dir poco, imbarazzanti”.  ”Appaiono sinceramente, risibili e incommentabili i tentativi dei responsabili della maggioranza capitolina, ai diversi livelli, di riportare tutta questa vicenda ad una semplice dimenticanza burocratica, glissando totalmente su cosa il Sindaco sia stato capace di dire e fare in questi giorni” aggiungono. “Vorremmo sommessamente ricordare che questa notizia del Sindaco che, per coprire la propria inadeguatezza, tenta di ricorrere all’evocazione di un complotto di Cia e Kgb fara’ il giro del mondo esponendo Roma e l’Italia ad una figura a dir poco ridicola. Un Sindaco che, giocando sulle domande da porre al sistema informatico del Comune, paventa un complotto criminale nei suoi confronti e va da Carabinieri e Procura a denunciarlo come se fosse vero, riteniamo sia un poco invidiabile unicum. E a questo punto se la classe dirigente locale del Pd non e’ in grado di dare risposte adeguate il boccino arriva dritto in mano al Presidente del Consiglio che si ritrova, volendo rimanere per carità di Patria agli aspetti esclusivamente politici, con il Sindaco della Capitale della Nazione, nonché espressione del suo partito, in deficit totale di credibilità” concludono.

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