Piso (Pdl): “I ministeri a Milano? La vera partità è a Roma” di Fabio Carosi

Vincenzo Piso, deputato Pdl e coordinatore regionale sorride all’ipotesi di trasferimento del ministeri da Roma a Milano e sorride anche di fronte alle polemiche che si stanno generando: “Sono almeno 20 anni che la Lega lo dice e lo chiede senza prensare che, al, di là dei problemi insormontabili, sarebbe un impoverimento per entrambe le città”.
Lontano dal duello Pisapia-Moratti, ma neanche troppo anche perché spiega che “al nord c’è stato un problema di campagna elettorale e di candidato”,  Piso confessa che il Pdl romano e laziale “sembra si stia ispirando al Pd: abbiamo un disordine sì ma tipico di ogni maggioranza e come noi  il Pd e persino l’Udc”. Il riferimento è alla vicenda dei candidati di Terracina e Sora, comuni nei quali la presidente Polverini è andata “da sola”: “É colpa nostra perché non siamo riusciti a trovare un momento di sintesi sui candidati – spiega senza mezzi termini – Renata ci ha chiesto di essere presente almeno in un grande comune con un suo candidato e alla fine ha deciso di andare da sola. Questa è la verità, è una responsabilità nostra. Ma io lo dico da tempo che occorre darsi una regola. Anzi, una regolata”.
Onorevole non la spaventa il calo di consensi del sindaco Alemanno?
“Non conosco i sondaggi ma mi spaventa l’erosione. Ripeto: dobbiamo darci una regolata”.
E come?
“La soluzione sono i cogressi locali per chiudere la stagione in cui ognuno fa quello che vuole”.
Cioé nuove regole?
“Esatto. Punto primo: basta col fuoco amico. Certe situazioni vanno discusse senza impallinare nessuno. Punto secondo: la dialettica non si fa sui giornali. Una classe dirigente deve sapere trovare un punto di accordo al suo interno. Ripeto: poche regole e senza deroghe”.
Dunque basterebbe “riallineare” Alemanno e la Polverini?
“Ci sono degli equilbri stabilizzati che si stanno sfaldando. Basterebbe applicare le regole”.

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