Piso (Ncd): Con dimissioni Morgante perdiamo interlocutore serio

Roma, 17 apr. 2014 (LaPresse) – “Non conosciamo personalmente l’ormai ex assessore Daniela Morgante. Spesso è stata descritta dai giornali come persona poco avvezza ai rituali della politica. E di certo il ruolo ricoperto in seno alla Giunta non ha aiutato il mantenimento di rapporti distesi. Ma, al netto delle dichiarazioni di maniera, l’uscita di scena dell’assessore al bilancio di Roma Capitale non può certo farci piacere, anzitutto per l’impressione di persona seria che ci ha sempre trasmesso. In un panorama di incantatori di serpenti, perdiamo un interlocutore con cui era possibile entrare nel corpo vivo dei problemi”. E’ quanto dichiara Vincenzo Piso del Nuovo Centrodestra.

“In questo scenario da ultima spiaggia, – aggiunge Piso – passando dalle persone ai fatti compiuti da Marino e dal suo dream team, abbiamo cercato di capire il senso dei provvedimenti adottati nei confronti di uno dei grandi imputati dell’Amministrazione romana: Atac. Un’azienda che, solo per quest’anno, ha fatto registrare un rosso di circa 200 milioni di euro al quale si intende far fronte con la messa in mobilità di 312 lavoratori, generando un risparmio – peraltro presunto e tutto da verificare – inferiore ai 2 milioni di euro annui, su un budget complessivo di oltre 550 milioni di solo costi di personale”.

“E’ così che si pensa, in assenza di piano industriale e microstruttura, di risanare Atac? Siamo sicuri che indicare continuamente il personale come unica pietra dello scandalo non nasconda in realtà le vere piaghe della mala gestione? – si chiede Piso – Totale assenza di visione sul prodotto (rete ed intermodalità), e sulle  efficienze che si potrebbero produrre, totale insensibilità ai ricavi, logistica e acquisti nuovamente fuori controllo. Si decide dunque di demansionare 312 persone, vanificare le esperienze professionali acquisite spacciando questa decisione come un’operazione di risanamento e di rilancio del merito. Noi sinceramente crediamo che sia tutt’altra cosa”. “A fronte di questa operazione di immagine – conclude Piso – vorremo ricordare invece che  dalla fusione del 2010 ad oggi, grazie ad una massiccia opera di esodi, realizzati senza schiaffi ai lavoratori, il numero dei dipendenti è sceso di oltre 2.000 unità, con un risparmio reale di circa 100 milioni”.

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