Parola di Piso: “Il Pdl tiene, non c’è alternativa a questo Governo”

Roma, 22 giugno 2011 - Vincenzo Piso, coordinatore regionale del Pdl Lazio ha rilasciato questa intervista esclusiva ai lettori di “Specchio Quotidiano”.
E’ stato protagonista negli anni’70 dell’area della destra giovanile romana. Nel 1999 ha dato vita al Coordinamento dei Circoli di Alleanza Nazionale “Terza Europa” e dal 2002 al 2006 è stato Presidente della Federazione romana del Partito. Eletto Consigliere Comunale, per la prima volta nel 1997, e riconfermato nel 2001, dal 2006 al 2008 ha rivestito la carica di Vice presidente del Consiglio Comunale di Roma. Nel 2008 è stato eletto Deputato del PdL nella Circoscrizione Lazio 1, componente della IX Commissione (Trasporti Poste e Telecomunicazioni). Dal 2009 è Coordinatore Regionale del Popolo della Libertà nel Lazio. In Campidoglio, ha presentato oltre 120 proposte di delibera e 400 tra interrogazioni mozioni e ordini del giorno riguardanti temi di grande interesse per la vita della città.

Onorevole Piso, dopo i risultati amministrativi e provinciali di maggio si è aggiunto l’esito inaspettato da parte della classe politica del referendum, cosa deve aspettarsi l’Italia? Che il Pdl deleghi la Lega di maturare una decisione?
Se è vero che le ultime elezioni amministrative non sono andate generalmente bene per il centro-destra, il Lazio ha rappresentato una eccezione. Il referendum ha aggiunto un ulteriore segnale che va assolutamente colto ma che, contestualmente, dimostra l’assoluta mancanza di uno schieramento di governo alternativo all’attuale. Basti pensare a chi fino a ieri era tra gli alfieri della privatizzazione dei servizi pubblici (Bersani, Lanzillotta). Insomma siamo davanti ad un variegato anti-berlusconismo incapace di esprimere una credibile politica di governo. La speranza è che il centro-destra avvii seriamente la stagione delle riforme. Non credo che oggi nessuno voglia realmente elezioni anticipate, il problema per il nostro schieramento è riuscire a dare continuità all’azione di governo mentre una serie di soggetti, forze politiche, poteri forti ed altro sparano ogni giorno sul Presidente del Consiglio.
Il premier Silvio Berlusconi comunica col silenzio di essersi arreso. A nulla il monito di Giuliano Ferrara che lo ha invitato pubblicamente a reagire alla situazione?
A me sembra che il Premier con una serie di incontri serrati stia cercando di organizzare la sua risposta sia sul versante partito (Alfano) che su quello di governo (riforma fiscale).
La Governatrice Polverini ha cominciato la raccolta di firme perché i ministeri restino a Roma, ci sarà anche la sua forma alla petizione?
Si, ma sinceramente credo che quella della Lega sia la solita provocazione fastidiosa.
Nell’ultima tornata elettorale abbiamo assistito ad una campagna di sostegno contro corrente da parte di Alemanno e Polverini, segno che il partito è lacerato.
No, si tratta di un paio di casi, frutto di alcune particolari condizioni locali e di una impossibilità nello specifico, di trovare una sintesi.
Che previsione fa per questo Governo? Lo scioglierà la magistratura o Berlusconi rassegnerà le dimissioni?
Premesso che non sono il mago di Arcella, credo che le due ipotesi da lei rappresentate siano la prima inquietante, la seconda improbabile.
Cosa resta al Pdl per recuperare terreno politico?
Aprire una stagione di decisioni importanti, strategiche, in special modo sui temi economico sociali. Certo, il momento è difficile, stretti come siamo tra crisi economica, guerra e parametri europei da rispettare, ma il toro va preso per le corna e bisogna dare immediatamente dei segnali. Non ne va solo del successo di uno schieramento politico, ma del futuro della nazione.

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