LAVORO. SKY, PISO: A PAGARE I PIÙ DEBOLI, COME I DISABILI “DONNE IN MATERNITÀ E FRUITORI 104 SONO ‘PESO’ INSOPPORTABILE”

(DIRE) Roma, 3 ago 2017 – “La trattativa che si e’ conclusa questa notte fra rappresentanze sindacali dell azienda, vertici di Sky ed istituzioni si e’ conclusa con un risultato che ha evidenziato come oramai i soggetti piu’ deboli siano esposti alla perdita del lavoro anche nel caso in cui non si stia dinanzi ad una situazione di crisi. Sky ha proceduto fin dall’inizio con la volonta’ di estromettere soggetti, evidentemente, ritenuti poco produttivi. Disabili, donne in maternita’, dipendenti fruitori della legge 104/92 sono coloro che soprattutto pagano questa situazione paradossale. Alla fine, qualche decina di lavoratori il cui impatto economico su un colosso come Sky e’ assolutamente risibile”. Cosi’ in una nota il deputato del Movimento Idea, Vincenzo Piso. “Non e’ infatti credibile che Sky, liberata da questo ‘peso’ insopportabile- prosegue- implementi vertiginosamente le sue capacita’ di essere competitiva sul mercato dell informazione, spiccando contestualmente il volo verso location ritenute piu’ confacenti. Rispetto a questa vicenda gli enti e le istituzioni territoriali ed i rappresentanti del Governo presenti non hanno fatto una grande figura. D’altra parte non e’ il primo caso di assoluta indifferenza dimostrata dai vertici di Sky nei confronti delle istituzioni. Basterebbe ricordare l’impegno mai rispettato di una audizione presso le commissioni competenti della Camera. Peggio, ha solo fatto Roma Capitale, per l’ennesima volta assente non giustificata ed assolutamente ininfluente in tutte le vicende che oramai- conclude- quotidianamente vedono la Capitale perdere attrattivita’ rispetto alle imprese”.

Libia: Piso , dibattito surreale. Missione contraddittoria

(ANSA) – ROMA, 2 AGO 2017 – “Il dibattito sulla Missione navale al largo delle coste Libiche in corso in Parlamento propone toni, per certi versi, surreali. In Libia e’ in corso una guerra che e’ un mix tribale religioso con alle spalle forti interessi economici e geostrategici. In aggiunta precipitano i gia’ precarissimi equilibri economico sociali di una vastissima area del continente Africano e questo combinato scarica sulle nostre coste migliaia di disperati in fuga”. Lo afferma in una nota Vincenzo Piso, parlamentare di Idea. “La nostra strategia – prosegue – e’ stata un rapporto preferenziale con Serraj, sostenuto e riconosciuto dall’ONU ma il cui peso politico e’ notoriamente ridotto, e l’intervento umanitario nel Mediterraneo. Ci siamo allineati all’approccio Europeo al problema, lamentando, nel contempo, il disinteresse di gran parte dei paesi costituenti la UE. Strategia che, unita ai nostri non ottimali rapporti con l’attore forte della regione, l’Egitto, ci ha destinati ad una marginalita’ sempre piu’ marcata. Evidenziata in maniera pesantissima – osserva – dalle iniziative dei Francesi che organizzano in casa loro un importante vertice dal quale ci tengono fuori, addirittura, annunciando la creazione di hotspot in Libia”. Secondo Piso si sta passando “dal ‘mare nostrum’ al ‘mer notre’. E’ infatti chiaro che la missione navale che l’Italia sta, tra mille contraddizioni, frettolosamente mettendo in pista e’ una pezza a colore nel tentativo di riacquisire una centralita’ fortemente lesionata. Regole di ingaggio uguali a Mare Sicuro, nessuna chiarezza sul ricollocamento dei migranti intercettati. D’altra parte chiedere alla sinistra ed a questo Governo una declinazione concreta del concetto di interesse nazionale e’ oggettivamente inutile. Quello che si evince e’ la mancanza di strategie di breve, medio e lungo termine che siano modulari e consequenziali, partendo dalla comprensione che migranti e continente Africano non sono piu’ una emergenza ma un dato strutturale con il quale siamo e saremo sempre piu’ seriamente costretti a fare i conti. Fintantoche’ non creeremo le condizioni e non avremo l’effettiva volonta’ di interventi in loco non si andra’ lontano. Non si puo’ sperare – conclude Piso – che la Francia con i suoi presidi militari a sud della Libia intervenga sulle rotte dei migranti, accettare, in cambio di denari, di farsi carico dei migranti raccolti da navi non italiane, lamentarsi e pretendere una centralita’ che necessiterebbe altro tipo di impegno. Se aspiriamo esclusivamente al ruolo di Croce Rossa non possiamo essere ricambiati con considerazione diversa”.