(LZ) Regionali. Piso: Zingaretti ha dovere rispondere tre domande

“Sobrietà gli importerebbe restituire a Provincia emolumenti”.

(DIRE) Roma, 12 feb. 2013 – “L’articolo pubblicato oggi sulla versione on line di un autorevole quotidiano nazionale, nella rubrica curata dal team Gabanelli, racconta la mezza verita’, fin qui nascosta dall’aspirante presidente della Regione, Nicola Zingaretti”. È quanto dichiara in una nota il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso, che aggiunge: “Alla luce della denuncia presentata in Procura e nell’attesa che gli organi preposti accertino ogni responsabilita’ penale, Zingaretti ha il dovere di rispondere pubblicamente a tre semplici domande”. Ecco le domande che Piso rivolge a Zingaretti: 1) Prima di essere assunto, il 15 febbraio 2008, con il fantastico stipendio di 8.000 euro al mese, dal comitato provvisorio del Pd, a quanto ammontava la sua ultima retribuzione come funzionario di partito?
2) Quali mansioni svolge un dipendente del Pd, anzi del comitato provvisorio del Pd, per guadagnare il triplo di un direttore di Agenzia di banca, il doppio di un primario ospedaliero, il quadruplo di un quadro amministrativo e sette volte di piu’ di un medio lavoratore dipendente italiano?
3) È abitudine del Pd e dei suoi comitati provvisori assumere con queste retribuzioni da favola personale destinato a una sicura elezione, gravando cosi’ i contribuenti di oneri previdenziali e connessi al tfr pari a circa 100.000 euro, senza che il neoassunto lavori una sola ora per le sue mansioni contrattuali?
“Sono domande semplici, terribilmente urgenti- aggiunge Piso - come urgente sarebbe un soprassalto di sobrieta’ che imporrebbe a Zingaretti di restituire alla Provincia tutti gli emolumenti percepiti per un contratto che non avrebbe mai dovuto firmare”.

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