(LZ) Manovra. Pdl: sbagliato colpire province e municipi

Nota di Piso, Sammarco, Lorenzin e Saltamartini.

(DIRE) Roma, 6 dic. 2011 -¬†”Da una prima lettura della manovra presentata dal Governo Monti, all’art. 23 della stessa, si registrano una serie di provvedimenti che dovrebbero portare alla rimodulazione dell’ente Provincia ed all’azzeramento degli emolumenti spettanti ai titolari di “qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla costituzione”.
Ora, al di la’ delle valutazioni di merito, non si capisce come si possa stabilire la decadenza di organismi di governo scaturiti da libere elezioni e quindi legittimati dal voto popolare che elegge i propri rappresentanti nelle istituzioni in questione e che danno vita agli sovra citati organi”. Cosi’, in una nota, i deputatati Vincenzo Piso, coordinatore regionale Pdl Lazio, Barbara Saltamartini, vice presidente del Pdl alla Camera, la deputata Beatrice Lorenzin e Gianni Sammarco, coordinatore romano Pdl.¬†”Come, sinceramente, lascia perplessi con quale facilita’ si pensi di tagliare ogni gratifica per chi, nei municipi, svolge quotidianamente un importante lavoro di collegamento con il territorio- continuano gli esponenti del Pdl- In questo modo si colpisce l’anello piu’ debole della catena della rappresentanza politica e, al di la’ di certa facile demagogia, non si cauterizzano realmente tutti quei comportamenti e prassi che hanno contribuito non poco allo screditamento della politica.¬†Peraltro, anche in questo caso, quando si agisce senza avere nozione concreta degli ambiti nei quali si interviene, non ci si rende conto che quando, ad esempio, si parla di municipi delle grandi citta’, le dimensioni di questi enti territoriali sono quelle di un medio comune italiano, spesso piu’ grandi di un capoluogo di provincia. E allora, forse, e’ anche arrivato il momento di chiedersi, se si crede nelle funzioni della politica o se invece la riteniamo un vezzo di altri tempi ad esclusivo futuro appannaggio di coloro che se la potranno economicamente permettere.

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