(LZ) Amministrative. Piso: a Civitavecchia il test più importante


Il coordinatore regionale del Pdl, a pochi giorni dalle elezioni amministrative, ha fatto il punto della situazione parlando all’agenzia Dire. ”In una fase estremamente difficile come quella attuale, l’obiettivo minimo e’ cercare di mantenere le citta’ dove il centrodestra ha governato, anche se e’ quello che temo maggiormente e’ la disaffezione della gente che potrebbe contribuire in maniera negativa alla partecipaizone al risultato elettorale e quindi a falsarlo- ha spiegato- A fronte di un possibile forte astensionismo si rischia di arrivare al governo delle citta’ delle minoranze”. Insomma, una sorta di legittimazione parziale: “E’ il rischio che si corre quando si e’ dinanzi a un processo di astensionismo molto forte. Poi, rischi di trovare al governo formazioni politiche o maggioranze che in realta’ sono minoranza nelle citta’. E’ un problema per la democrazia e questo deve spingere a una riflessione molto profonda rispetto alla fase che attarversa la politica”. Oltre alla rinuncia al voto, la prospettiva reale e’ quella di un sostanzioso ricorso da parte dell’elettorato al cosiddetto voto di protesta: “I rischi sono da una parte la disaffezione della gente e dall’altra il cedere a semplificazioni che non portano da nessuna parte- ha continuato Piso- Ma e’ anche vero che se questo accade e’ perche’ la politica che doveva essere propria dei partiti che hanno nel loro dna il governo non e’ riuscita a fare fronte alle domande che la gente poneva”.
Se il test piu’ atteso e’ quello di Civitavecchia, l’exploit sarebbe la conquista di Frosinone: ”Tutti noi ci auguriamo di potere conquistare Frosinone ma si tratta di una citta’ che storicamente ha sempre votato a sinistra- ha commentato Piso- Sarebbe una grande vittoria e credo che stavolta arriveremo al balottaggio ma li’ il centrodestra ha governato una sola volta negli ultimi anni e quindi e’ una battaglia oggettivamente difficile. Peraltro abbiamo anche una situazione antipatica, con alcuni personaggi che sono all’interno del Pdl e appoggiano candidati non del Pdl: una questione sulla quale dovremo immediatamente tornare come partito”. Come nelle amministrative della scorsa primavera, il centrodestra dovra’ fare i conti anche con l’incognita Citta’ Nuove, il movimento del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che secondo Piso, nel breve volgere di qualche mese, dovrebbe fermare la propria corsa solitaria: “Fino a quando il movimento della Polverini e’ nell’alveo del centrodestra, appoggia candidati nostri o propone candidati appoggiati dal Pdl tutto rientra in una dialettica politica che puo’ essere virtuosa. Auspico che si possa arrivare a un momento di sintesi e credo che non siamo lontanissimi. Da qui a qualche mese ci sara’ un rimescolamento politico che ci metera’ nelle condizioni di
dovere discutere anche di questo. Siamo alla vigilia di eventi importanti rispetto ai quali tutte queste situazioni che hanno preso corpo negli ultimi mesi e anni dovranno rimettersi in discussione e il centrodestra dovra’ trovare una sintesi. Tutti si stanno sforzando di immaginare uno schieramento dei moderati
che vada oltre le sigle esistenti: se siamo tutti quanti fiumi a mare dobbiamo arrivare”.
Compreso l’Udc, partito in fase di scioglimento che ha sempre rifiutitato la logica del bipolarismo, preferendo l’autonomia di potere scegliere di volta in volta se allearsi con il blocco di centrodestra o di centrosinistra o con nessuno dei due, come si e’ verificato anche in queste elezioni?: “L’Udc e’ un partito che apprezzo e al suo interno c’e’ una buona classe dirigente. Poi ci sono atteggiamenti estranei alla mia storia politica, tra cui questa capacita’ di stare, a seconda delle situazioni, con uno schieramento piuttosto che con un altro. Questo ha rappresentato uno dei mali della politica italiana- ha concluso Piso- Non si puo’ separare in maniera cosi’ netta il progetto locale da quello nazionale”.

(Mtr/ Dire)

I commenti sono chiusi