Energia e opere strategiche, si parta da qui.

Roma, 04 Febbraio 2013 - Vincenzo Piso, Coordinatore Regionale del Pdl Lazio ha rilasciato questa intervista all’agenzia Dire:

ENERGIA E OPERE STRATEGICHE, SI PARTA DA QUI.

Energia e opere strategiche. Vincenzo Piso, candidato Pdl alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 2, vuole partire da qui se sarà eletto a palazzo Montecitorio. ”C’è la necessità di incidere sui problemi di importanza strategica per il Paese, perché da questi discendono gli altri- spiega all’agenzia Dire- Penso prima di tutto all’energia. Sarà di importanza fondamentale qualsiasi tipo di attività di carattere legislativo che possa aiutare a rendere meno pesante il costo dell’energia in Italia. Poi, la logistica. L’Italia è un paese fermo sulle possibilità di interventi infrastrutturali ed è giusto intervenire per rendere più facile la realizzazione di queste opere. Non è possibile che si debbano perdere decenni perché c’è qualche comitato che per valutazioni parziali decide di bloccare i lavori. Bisogna snellire la burocrazia. In più, sarebbe utile rivedere un piano nazionale delle priorità, anche perché viviamo in un momento di grande crisi economica e pertanto le risorse vanno utilizzate con intelligenza”. Il dibattito politico nelle ultime ore è incentrato sulla proposta di Berlusconi di abolire l’Imu, restituire agli italiani quello pagato e finanziare tutto con un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati dagli italiani: “Io sono d’accordo con quanto proposto da Berlusconi, un lavoro sulla prima casa va fatto ed è realizzabile l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Restituirlo? bisogna lavorare di conto e immagino che se Berlusconi ha fatto questa proposta avrà fatto ‘due conti’, anche perché sarebbe difficilmente metabolizzabile una ‘figuraccia’ sul tema. Ricordo che quando promise che avrebbe abolito l’Ici, poi fu di parola”.

Nel Lazio, regione ad alta vocazione edilizia, l’abolizione dell’Imu avrebbe una ricaduta altamente positiva: “L’edilizia- ha aggiunto Piso, coordinatore del Lazio del Pdl- è un’industria che smuove tutto, perché la costruzione di case e della possibilità di rivitalizzare questo mercato porta come conseguenza ricadute positive sul comparto immobiliare e non solo, perché si tratta di un settore che può dare una sterzata positiva a un’economia depressa. La cura Monti è stata estremamente dura e in alcune situazioni acefala perché non si può pensare di curare il malato rischiando di ucciderlo. Non c’è stata gradualità nell’attuazione del piano di risanamento del Paese”.
Le cronache recenti vedono in primo piano sia lo scandalo dell’appalto dei 45 bus Breda Menarini a Roma, con l’accusa da parte della Procura capitolina di una tangente che avrebbe interessato l’ad di Eur spa (e fedelissimo del sindaco Alemanno), Riccardo Mancini, e forse anche la segreteria del primo cittadino, sia le parole di Fiorito che, a proposito dei fondi ai partiti nella Regione Lazio, ha tirato in ballo di nuovo la Polverini e il candidato del centrodestra, Francesco Storace. Due vicende che rischiano di penalizzare il Pdl: “Tutte le questioni che vedono qualcuno accusato qualche danno fanno. Questa storia dell’appalto di Breda Menarini è una grossa bufala, vorrei capire se c’è stata questa tangente e dove sono finiti i soldi. Temo che quando capiremo, si scoprirà che l’amministrazione Alemanno non c’entra nulla. Sul discorso Fiorito, dire delle cose è semplice, sostanziarle è più difficle: qui siamo alle invettive pure. Mi lascia molto perplesso che da una parte abbiamo una serie di fatti gravi e in massima parte tutti da accertare e dall’altra una vicenda come quella Mps che per dimensioni, modalità operative e ricaduta è enorme. Lì si intravede un sistema di potere radicato, sponsorizzato e perpetrato per decenni”.
Mancini ha ammesso di avere preso una tangente di 60mila euro: “Conoscendolo- ha concluso Piso- mi viene da ridere a pensare che si sia sporcato le mani con quella cifrà lì. Ma anche volendo ammettere questo discorso Mancini parliamo di comportamenti di singoli che possono avere fatto cose censurabili, dall’altra parte invece c’è un sistema che si è mangiato una banca e permette di utilizzare soldi pubblici in quantità industriale per affari loro. Inoltre, nella vicenda Breda Menarini l’impressione è che se questi soldi sono girati molto probabilmente in buona parte sono rimasti nelle tasche di chi ha movimentato queste somme”.

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