COMUNE, PISO: PISTA CICLABILE VIA NOMENTANA IDEA PROGETTUALE DEL 1990

(OMNIROMA) Roma, 18 GEN – “L’Assessore ai trasporti di Roma Capitale Meleo informa la città che avremo, finalmente, la pista ciclabile di via Nomentana e si fregia di questa futura opera come di una realizzazione della sua amministrazione. Una idea progettuale del 1990 ( Giunta Carraro ), finanziata prima da Veltroni e poi da Alemanno e che ultimamente sembra aver superato l’ultima difficoltà realizzativa, ovvero, il colore dell’asfalto. Da rosso, colore proposto, al grigio, per motivi di armonizzazione ambientale. Alla fine di un iter durato appena 27 anni, avremo una pista ciclabile finanziata dal Ministero dell Ambiente per circa 2 milioni e che, per poco più di 3 chilometri, prevede, se ricordiamo bene, una ottantina di attraversamenti stradali”. Lo dichiara, in una nota, il parlamentare di Idea Vincenzo Piso. “Non sappiamo quante persone potranno fruire di questa opera – aggiunge – e se queste specifiche la renderanno, di fatto, poco attrattiva ma, comunque, crediamo che ci sia ancora molta confusione fra mobilità con finalità turistiche, mobilità legata ai quotidiani flussi origine destinazione e rapporto fra mobilità principale ed afferente. Non possiamo però non riflettere sul fatto che servirebbero solo due milioni per acquistare i pacchi batteria mancanti dei filobus della linea 90 che dovrebbero servire via Nomentana e che oggi, per circa il 50%, sono sostituiti da normali mezzi a gasolio. Migliaia di cittadini che potrebbero essere trasportati ogni giorno con mezzi eco compatibili e che, invece, vengono movimentati con bus molto più inquinanti e spesso meno capienti. Assessore Meleo questa è una cosa a cui lei dovrebbe dare assoluta priorità e della quale potrebbe essere giustamente orgogliosa. Non di un opera immaginata 27 anni fa, già finanziata da altre amministrazioni e della quale, grazie ai soldi del Ministero dell Ambiente, se tutto va bene, vedremo l’inizio lavori a fine 2017. Questo modus operandi è, purtroppo, un film già visto. Siamo alla solita rivendicazione del giardinetto rifatto mentre bruciano Monte Mario e la pineta di Castel Porziano. La diversità non si proclama, si pratica”.

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