Alitalia Piso, altri 690 esuberi e molte incertezze, cosa resta del Piano Fenice?

(Adnkronos) Roma, 18 ott. 2012  - ‘La storia di Alitalia presenta un bilancio pesante sul piano occupazionale e molte incertezze per quanto attiene le prospettive industriali. Da lunedi’ circa 4.000 persone della vecchia Alitalia sono state poste in mobilita’, disattendendo in parte gli accordi firmati a Palazzo Chigi su criteri, modalita’ e ricollocazione del Personale. A questo bisogna aggiungere la cassa integrazione per circa 700 unita’ nel marzo 2012 ed ora altre 690 unita’ da porre in mobilita’. Dinanzi a queste cifre viene spontaneo chiedersi cosa restera’ di Alitalia e quale strategia industriale vuole perseguire il management dell’azienda’. Lo afferma in una nota il deputato del Pdl Vincenzo Piso.Infatti, aggiunge Piso, ‘pur comprendendo le grandi difficolta’ presenti oggi sul mercato dell’aerotrasporto, non vorremmo che si stia cercando di confinare Alitalia ad essere il vettore a basso costo di Air France. Solo cosi’ si puo’ spiegare lo schiacciamento della compagnia sulle tratte a corto raggio e sui business low price. A questo punto riteniamo sia importante un chiarimento strategico in quanto il trasporto aereo e’ un asset fondamentale per l’economia nazionale. E chiaro che la politica deve riuscire in questa difficile fase a sviluppare una interlocuzione seria con Alitalia, infatti se il management aziendale ha il dovere di indicare strategie chiare e realizzabili, la politica, su un tema cosi’ importante e sensibile, deve sforzarsi di creare condizioni ottimali affinche’ si possano intraprendere scelte credibili e capaci di invertire il trend negativo. Ed allora in questo contesto appare urgentissimo arrivare alla ottimizzazione del sistema aeroportuale italiano conditio sine qua non affinche’ si possano riorganizzare i flussi di transito che insistono sul nostro paese nella direzione di quei mercati che come Medio Oriente ed Asia possono rappresentare il futuro del nostro trasporto aereo e non solo’.

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